domenica 27 gennaio 2008

TENNIS Open d'Australia: trionfa Djokovic

MELBOURNE (Australia), 27 gennaio 2008
Il serbo vince il primo grande torneo della carriera interrompendo tre anni di dominio di Federer e Nadal. Nella finale dell'Australian Open ha sconfitto il francese Tsonga in quattro set.

Il sogno del giovane Ali, al secolo Jo-Wilfried Tsonga, di diventare il terzo giocatore di colore, dopo Arthur Ashe e Yannick Noah, adissarsi sul gradino più alto in uno Slam, si è infranto al cospetto di Novak Djokovic che ha conquistato l'Open d'Australia imponendosi in quattro set (4-6 6-4 6-3 7-6). E' stata tuttavia da ammirare la tenuta del francese che ha giocato con molta saggezza la sua prima grande finale della carriera da autentico outsider.













IL MATCH - E lo si è visto da subito perchè dopo aver perduto al servizio il game inaugurale, con molta autorità ha "controbrekkato" il serbo facendogli capire che a perdere non ci sarebbe stato. Djokovic ha rischiato di subire due break filati e alla fine ha dovuto lasciare per strada il primo set di tutto il torneo quando Tsonga ha infilato un lob in corsa di dritto di difficoltà undici. Ma Djokovic è stato bravo e paziente ad aspettare il momento buono che è arrivato nel settimo game del secondo set quando ha preso il comando delle operazioni con il break che gli ha consentito poi di pareggiare il conto dei set. Tsonga si è un po' afflosciato, la sua palla si è fatta meno perforante e Djokovic è andato a nozze per tutto il terzo set, conquistato grazie al break del terzo gioco ma concluso dopo aver sprecato 6 set point. Nel quarto set la gara ha avuto un sussulto quando Djokovic ha accusato i crampi. Tsonga è stato bravo a rimanere attaccato a Djokovic fino al tie-break, ma qui, proprio sul più bello, ha ceduto arrendendosi per 7-2 dopo 3 ore e 6 minuti di grande tennis.


LE PAROLE DEL VINCITORE - "La gioia che si prova - ha detto Djokovic in conferenza stampa - è indescrivibile; ho sempre sognato questo momento fin da piccolo e sono fiero per tutti i miei connazionali e per tutti i problemi che ha passato la Serbia in questi anni. Sono sceso in campo molto nervoso perchè ero il favorito e non sono abituato a ricoprire questo ruolo nelle grandi finali. La chiave di tutto è stata il servizio: sono migliorato molto e questo mi da tanta fiducia in più. Non credo che il risultato di un singolo torneo possa cambiare la storia del tennis. Federer e Nadal sono ancora i più forti e onore a loro che sanno gestire queste pressioni riuscendo sempre a dare il meglio. Vi giuro che non è facile".






QUASI RECORD - Djokovic entra nell'albo dell'Open d'Australia a soli 20 anni e 8 mesi; nell'era Open erano riusciti a fare meglio soltanto Mats Wilander nel 1983 (19 anni e 3 mesi), Stefan Edberg nel 1985 (19 anni e 11 mesi) e ancora Mats Wilander nel 1985 (20 anni e 3 mesi). Tsonga entrerà domani tra i primi 20 giocatori del mondo, salendo fino al numero 18, mentre Djokovic si avvicina prepotentemente a Rafael Nadal che a sua volta ha rosicchiato qualche centinaio di punti a re Federer. Il tennis è salvo; il bipolarismo Federer-Nadal, dopo 11 finali nelle quali a vincere sono stati solo loro, sempre sparito. E Djokovic, che ha le armi, la tecnica e la classe per vincere su tutte le superficie, è l'unico, con Maria Sharapova, in grado di puntare nel 2008 al Grande Slam.

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TENNIS Open d'Australia: rivelazione Tsonga

MELBOURNE (Aus), 24 gennaio 2008 -Il primo giocatore a qualificarsi per la finale dell'Open d'Australia è stato il francese Jo Wilfried Tsonga, n. 38 del mondo, che a sopresa ha battuto in tre set il favoritissimo Rafael Nadal. Nessuno alla vigilia avrebbe potuto immaginare un epilogo del genere, ma sul campo Tsonga è stato impeccabile, autoritario e freddo nello sfruttare tutte le occasioni possibili senza il minimo cedimento. Alla fine il francese ha messo a segno 49 colpi vincenti (17 gli ace) in appena 25 game, trasformando in punto 30 discese a rete sulle 40 effettuate. Nadal ha avuto in tutto il match appena tre palle break che Tsonga ha cancellato nel terzo set chiudendo in un'ora e 57 minuti con il severissimo punteggio di 6-2 6-3 6-2.

Ventidue anni di Le Mans, Jo Wilfried Tsonga, di madre francese e padre congolese, è l'ennesimo prodotto vincente del vivaio transalpino dal quale era nato circa trent'anni fa un certo Yannick Noah. Tsonga, la cui somiglianza con il giovane Muhammad Ali è impressionante, è finalmente esploso dopo aver trascorso due anni in infermeria per una serie di problemi fisici, il più grave dei quali a una spalla. Ma nel corso del 2007 è stato bravo a ricostruirsi sia la condizione atletica che la fiducia, ingredienti che gli hanno restituito una classifica decente. Ora che ha fatto fuori con grande classe Rafael Nadal e che giocherà contro Federer o Djokovic la sua prima finale in uno Slam, Tsonga deve farsi conoscere. "Da bambino - ha raccontato Tsonga - sognavo di diventare il protagonista in uno sport di squadra. Ma a 10 anni, quando mio padre mi costrinse a vedere la finale di coppa Davis tra Francia e Svezia, il mio destino è cambiato. Il mio sogno è vincere, ma anche andare in Congo e fare per loro quello che Noah ha fatto per il Camerun".